Polizze vita VS Fondi pensione: due forme previdenziali a confronto

Polizze vita VS Fondi pensione: due forme previdenziali a confronto

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I fondi pensioni e le polizze vita sono due colonne portanti del sistema previdenziale italiano che si abbinano spesso a quello pensionistico pubblico e che negli ultimi due anni hanno visto un incremento delle sottoscrizioni di circa il 5%. Oltre a costituire strumenti di risparmio, offrono sostegno, tutela e benefici fiscali ogni anno.

Le polizze sulla vita sono dei contratti in cui pagando un premio il contraente assicura un avvenimento riguardante la vita del beneficiario e il rischio che si vuole coprire dipende dalla tipologia del contratto assicurativo: se si stipula una polizza temporanea caso morte (TCM) si coprono  i bisogni derivanti dalla morte dell’assicurato (ex: mancanza di fonte di reddito); nel caso di una polizza Long Term Care  (LTC), invece, ci si assicura  una rendita nel caso si verifichi una situazione di non autosufficienza, parziale o totale.

I fondi pensione, invece, sono delle forme di risparmio con cui con quanto versato e i rendimenti ottenuti da esso, si costruisce una pensione integrativa che si affianca a quella pubblica ed ovviamente viene erogata una volta raggiunti i requisiti per il pensionamento.

Sia le polizze sulla vita che i fondi pensione sono forme di risparmio tutelato: nei fondi è garantita un’intoccabilità assoluta delle risorse accumulate perché costituiscono un patrimonio autonomo e separato rispetto a quello del gestore (banca, assicurazione, etc); Il capitale risparmiato non può essere pignorato da parte di creditori del gestore, né da parte di creditori dell’aderente stesso, né per fallimento o altra procedura concorsuale del gestore. Nelle polizze vita la regola generale è quella dell’impignorabilità delle somme assicurate da parte di eventuali creditori del contraente, tuttavia  se si tratta di polizze vita “tradizionali” di ramo I (TCM o LTC), la finalità previdenziale, e quindi l’impignorabilità, è  riconosciuta, mentre  non lo è nel caso delle polizze vita rivalutabili e di quelle a capitalizzazione perché perseguono una finalità finanziario/speculativa.

Infine, è fondamentale sottolineare che sia i fondi che le assicurazioni hanno dei vantaggi a livello fiscale: nei fondi pensione il beneficio fiscale consiste nella  deducibilità dei contributi versati dal reddito dichiarato ai fini IRPEF, entro il limite annuale di 5.164,57 euro, mentre nelle polizze vita tradizionali il vantaggio sta nella detraibilità dal reddito dichiarato ai fini IRPEF dei premi versati: calcolata l’imposta IRPEF sul reddito dichiarato, vengono sottratte parte delle spese assicurative sostenute durante l’anno di riferimento.   (Tratto da propensione.it)

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